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PIZZA FRITTA, GNOCCHI E VERDURE: L’ISTITUTO ALBERGHIERO ALLA PROVA LABORATORIO

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Giorni intensi in laboratorio per gli studenti dell’Istituto Alberghiero del ‘Villaggio’. Le prove di laboratorio hanno permesso agli allievi della scuola diretta dalla preside Giovanna D’Onofrio di cimentarsi con piatti della tradizione, cucina povera e soprattutto scoprire i benefici e l’importanza della verdure. Allegria e golosità con la pizza fritta. Una delle più antiche e famose pietanze della tradizione culinaria partenopea, è stata al centro di una delle prove pratiche che ha visto impegnati gli studenti. Le golosissime ricette del cibo da strada di una volta, oggi diventato materia cult grazie allo “Street Food”, illustrate in teoria e pratica dal Maestro Chef Giuseppe Daddio, docente dell’Alberghiero. La preparazione, la lievitazione, il giusto e fondamentale dosaggio di ingredienti come olio e sale, il grado di fragranza e la cottura, sono stati tra gli aspetti spiegati agli studenti. Dopo un’attenta conoscenza si è passati ai fornelli con la preparazione e la squisita degustazione della regina incontrastata delle pizze ripiene. Ricotta, cicoli, salame e la “Completa” (come viene da sempre definita a Napoli) è stata servita calda e fragrante!!

 

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Gusto, immagine e salute. Si è basata, invece, su questi tre elementi cardine un’altra intensa prova di laboratorio, con gli allievi che vedevano all’ordine del giorno la preparazione dello “Gnocco Arlecchino”, un piatto multicolorato dove trovano spazio diverse indicazioni della buona tavola. Guidati e assistiti nella teoria e nella pratica dallo chef Antonio Passariello, rampante nuova leva della cucina, nonché docente dell’Istituto Alberghiero, gli allievi si sono cimentati in una creazione dove bisognava cucinare verdure e prodotti ‘poveri’. Gnocchi, spinaci, barbabietola, patate, carote, conditi con dadini di salsiccia ed adagiati su una vellutata di finocchietto. Una prova dove gli studenti hanno dovuto prestare particolarmente attenzione alla coreografia di presentazione del piatto, oltre a doversi confrontare con le tabelle dei valori nutrizionali a riguardo degli ingredienti a disposizione, in primis la barbabietola, che oltre a sprigionare il suo naturale colore rosso (fondamentale per l’aspetto estetico dello “Gnocco Arlecchino”), esprime importanti aspetti salutistici come antitumorale ed ossidante. Un piatto colorato e gustoso che ha racchiuso le norme di base per un provetto Chef.

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